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Posso navigare anche in assenza di stella polare

La preparazione di Patricia al Campionato Offshore 2025

“Din don, il treno proveniente da Napoli Centrale e diretto a Cosenza Centrale è in arrivo al binario 4.” Sono le 9:32 di una fredda e ventosa domenica di marzo, e mi sono appena seduto sul regionale che da Salerno mi porterà ad Agropoli. Destinazione: porto.

Mi aspetta un’altra giornata di lavori a bordo di Patricia, il nostro missile del mare, che va coccolato, tirato a lucido e preparato per il prossimo Campionato Offshore 2025. Una barca va trattata come la persona più cara che abbiamo: farle la skincare all’opera morta, ascoltarla nei momenti in cui il vento si placa. Bisogna annaffiare quel poco che basta ogni giorno, con costanza, per evitare di dover curare l’ammalato quando è troppo tardi. Questo è quello che proviamo a fare con la nostra Patricia.

Navigare senza stella polare: I miei amici del Patricia Sailing Team ed io sappiamo bene cosa significhi. È la capacità di andare avanti, affrontare le sfide e orientarsi anche senza grandi finanziamenti o investitori a fare da guida. Vuol dire non avere “esperti velici” a bordo a dirti cosa fare o non fare, ma mettersi lì con impegno e dedizione per capire, studiare e assimilare concetti che, per i miei compagni e me, sono ancora nuovi.

Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo articolo. Non sarebbe meglio pubblicarlo al termine delle regate, magari con un titolo sensazionale tipo “L’invincibile Patricia Sailing abbatte tutti i suoi nemici alla Regata dei 7 Fari”?

La risposta è stata un “NO” netto e deciso. Questa volta volevo dare importanza a tutta la preparazione e all’enorme dispendio di energie che precedono regate di questo livello. Perché quello che si vede dall’esterno è solo la punta di un iceberg gigantesco. È il processo che conta, la dedizione e lo studio che portano al successo. Senza tutto questo, partecipare a competizioni così prestigiose sarebbe già di per sé un’impresa.

I lavori da fare a bordo? Smontare il rolla-fiocco e sostituirlo con il tuff luff, aggiungere una drizza a 7/8, togliere oggetti che potrebbero danneggiarsi in regata e immergersi nelle gelide acque del Tirreno per ripulire la carena.

Lavori complessi ma necessari per permettere all’equipaggio di cambiare vele rapidamente in regata e trasformare Patricia non solo in un’imbarcazione più veloce, ma in una vera macchina da guerra, capace di avanzare persino con il vento contrario.

Oltre alla parte pratica, c’è da ottimizzare il certificato ORC, studiare la tattica migliore per essere competitivi senza pagare troppo in termini di compenso, aggiornarsi sulle nuove regole di regata del 2025 e confrontarsi con altri velisti per migliorare costantemente.

Siamo solo all’inizio di un percorso che, senza dubbio, sarà lungo e tortuoso, ma sono certo che ci condurrà in alto, a danzare con le stelle.

Il prossimo appuntamento è con la ormai consueta Vesuvio Race, una regata a cui siamo profondamente legati e che ci vedrà in acqua per il terzo anno consecutivo. Sarà un test fondamentale per tutti i Patriciani e i loro sostenitori, un’occasione per valutare se il lavoro svolto in questi mesi ha dato i suoi frutti e, non meno importante, per misurare la nostra crescita rispetto all’anno scorso. Speriamo di ottenere un buon piazzamento e portare in alto le tradizioni veliche agropolesi e salernitane, ancora poco rappresentate nei campionati offshore nazionali.

“Posso navigare anche in assenza di stella polare”, cantava Brunori Sas nell’ultima edizione di Sanremo. L’equipaggio ed io siamo ben consapevoli che, lungo il percorso, potremmo sentirci smarriti o delusi, ma sappiamo anche che la passione per il mare e per la vela saranno sempre la nostra guida nella notte buia. Ad maiora semper, Patricia! Verso nuovi orizzonti e mari inesplorati!

gv

Gianluca Villani

ASD Patricia Sailing Team

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