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il vincitore è un sognatore che non ha mai mollato

Il racconto della round aeolian race 2024

18 dicembre 2022, ore 16:34. Mi risveglio dopo mezz'ora di black out totale all'interno di un'ambulanza, disteso su una barella. Inizia così la mia avventura velica con Patricia, uno splendido Benetau First 50, un missile del mare. Ci trovavamo nel golfo di Salerno in occasione del campionato invernale quando, all'improvviso, non so per quale assurdo motivo, ero in piedi nel pozzetto e vedo il boma della barca arrivare a tutta velocità verso il mio viso: una strambata improvvisa che poteva essere fatale. Per fortuna, nulla di grave. Me la sono cavata con un trauma cranico e otto punti di sutura. Non è stato un inizio facile, devo dire.

Nei giorni seguenti, la domanda "ritorno a fare vela o abbandono per sempre?" continuava a frullarmi in testa. La risposta potrebbe sembrare scontata per voi che state leggendo questa storia, ma vi assicuro che non è stata affatto semplice. In ogni caso, non avrei mai potuto abbandonare l'euforia di salpare dal porto e issare le vele, spegnere tutti i rumori e godermi il suono del mare. Credo che sia difficile, se non impossibile, raccontare e trasmettere queste emozioni a chi non è nato e cresciuto in una città costiera. "Cosa vuoi che sia un'immensa massa d'acqua blu e salata?" mi dissero una volta, quando vivevo a Milano per lavoro. Per me, avere il mare significa avere niente e avere tutto, avere un porto sicuro dove poter spegnere il cervello, non preoccuparsi di cose futili e godersi la vita lenta. Così, torno su Patricia per la regata della "Vesuvio Race" con un equipaggio leggermente diverso e tanta voglia di superare l'incidente del boma. Era la prima volta per me in una regata così lunga (70 NM) e, per di più, in notturna.

L'emozione di vedere Patricia planare sull'acqua è stata potente. L'impegno nel regolare le vele per cercare di essere più veloci di quel mezzo nodo è stato bellissimo. Una cavalcata nella penisola Sorrentina per cercare di strappare qualche posizione in classifica che mi ha entusiasmato al punto da non farmi chiudere occhio per tutta la notte. Un quinto posto in reale che il mio equipaggio ed io non ci aspettavamo, considerata la nostra inesperienza e la reputazione delle barche avversarie, ma che ci ha dato una gioia e una grinta inimmaginabili. In quella regata era nato qualcosa di bello. Un'armonia tra equipaggio e barca che ci ha spinti a metterci sempre di più in gioco e a partecipare ad altre regate. Torno a casa distrutto, ma con tanta felicità, sicuro che quella scelta di tornare per mare era stata la scelta giusta. Qualche settimana dopo, tagliamo il traguardo di un'altra competizione. "È nostra!" grida Davide, uno dei ragazzi dell’equipaggio, in riferimento alla coppa della storica regata del "Trezene" che portiamo a casa e che ci accompagna verso una delle sfide più impegnative della mia vita. Pioggia incessante, raffiche di vento oltre i 20 nodi e onde di quasi due metri sono lo scenario della regata storica dei "Tre Golfi". Partendo da Castel dell'Ovo, ci dirigiamo verso Ponza per poi fare ritorno a Capri, dopo aver circumnavigato l'isolotto di Li Galli. Una bolina infinita tiene la barca costantemente inclinata e le condizioni climatiche mi mettono duramente alla prova. Torno a casa con la felicità di aver portato a termine un'impresa non alla portata di tutti.

Arriviamo infine alla “regate delle torri saracene” che da Castellammare di Stabia ci porta fino a Marina di Camerota. Costeggiamo miriade di torri fortificate ad una velocità impressionante. Mi sono sentito come Barbarossa, famoso corsaro saraceno, alla conquista delle nostre bellissime terre. Questa volta, però, l’assedio è compiuto. Patricia, con in testa d’albero una maestosa bandiera da pirata, taglia il traguardo avanti a tutti e riesce ad abbattere le mura difensive dei nemici.

Non so quali altre avventure mi aspettano a bordo di Patricia, ma per il momento ci tengo a ringraziare tutti i membri dell'equipaggio perché senza di loro sarebbe stato difficile vivere tutte queste esperienze. Parto da Alfonso e Silvano Cianfrone, gli armatori, Pippo Vano, tastierista e cuoco, Davide Caso, Pasquale "Sette Bellezze", Petris Buccheri il pirata, Gaetano il briatore di Maiori, Alessandro Fasciano, Pasquale Vitale, Marco del Mastro, Antonio Consalvo, Nicola Amabile e Marina Paone. Ringrazio anche chi segue Patricia da casa, aggiornando ogni minuto il tracking e facendo il tifo per me. Adesso spengo il cervello e ripenso un po' alla mia vita: al momento dell'incidente, a tutti gli obiettivi che mi ero prefissato e non ho raggiunto, alle case o alle barche che non ho. Poi guardo il mare, consapevole di non avere niente, ma avere tutto.

gv

Gianluca Villani

ASD Patricia Sailing Team

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